Legge 215/92
Scopo principale della legge 215/92 è la promozione dell’imprenditoria
al femminile; il testo del nuovo regolamento di attuazione "D.P.R.
28 luglio 2000, n 314 – prevede una serie di modifiche che riguardano
i seguenti aspetti:
I. Iniziative ammesse ad agevolazione
Le iniziative ammesse ad agevolazione sono:
- avvio di nuove attività;
- acquisto di attività preesistenti, tramite cessione dell’attività
stessa, cessione di ramo d’azienda o contratto di affitto quinquennale;
- progetti aziendali innovativi
- acquisizione servizi reali
I settori di intervento possono riguardare:
- industria
- agricoltura
- artigianato
- commercio
- turismo
- servizi
II. Soggetti beneficiari
Affinché le iniziative siano oggetto di agevolazione è necessario
che vengano intraprese da:
-
società di persone o di cooperative, composte per il 60%
da donne;
- società di capitali, la cui compagine sociale sia in prevalenza
femminile;
- ditte individuali gestite direttamente da donne operanti nei settori
sopra elencati ed in forma di Piccola impresa (dipendenti < 50, fatturato
<10 mld, attivo stato patrimoniale < 4 mld, non facenti parte di gruppo).
III. Spese ammissibili (o agevolabili)
Per quanto riguarda l’iniziativa di avvio di nuove attività:
- impianti generali
- macchinari ed attrezzature
- mezzi mobili non targati
- brevetti
- software
- opere murarie e relativi oneri di direzione lavori e progettazione
lavori (nel limite del 25% del costo totale);
- studi di fattibilità e piani di impresa, studi per la valutazione
dell’impatto ambientale (massimo 2% del costo totale).
Nel caso di acquisto di attività preesistente, la domanda può
riferirsi anche al costo per l’acquisto dell’attività
stessa limitatamente al valore dei macchinari, attrezzature, brevetti, software
da utilizzare per l’attività.
Inoltre per l’acquisto di attività preesistenti la misura dell’agevolazione
viene decurtata in proporzione delle quote detenute, nella nuova attività,
da soggetti già facenti parte della società precedente, l’agevolazione
on viene concessa se l’acquisto avviene tra coniugi o parenti entro
il 2° grado.
IV. Spese escluse
Le spese escluse sono:
- beni usati (tranne per il rilevamento di attività preesistenti);
- acquisto di terreni e fabbricati;
- beni realizzati in economia o comunque oggetto di fatturazione;
- spese di avviamento;
- spese di funzionamento e per scorte;
- mezzi mobili non indispensabili per l’attività d’impresa;
- beni ad uso promiscuo;
- imposte, tasse e bolli;
Le spese ammissibili sono esclusivamente quelle inserite in programmi di
investimento con avvio successivo alla data di presentazione della domanda
ovvero, per coloro che optano per il regime de minimis (illustrato successivamente),
quelle sostenute a decorrere dal termine di chiusura del bando precedente
(31/12/1998).
V. Agevolazioni
Gli investimenti agevolabili sono coperti esclusivamente da un contributo
in conto capitale pari al 35% di ESN + il 15% di ESL; inoltre nel caso in
cui l’impresa dovesse ricorrere alla garanzia concessa dal Mediocredito
Centrale o all’Artigiancassa, la domanda verrà ritenuta prioritaria
rispetto alle altre.
In alternativa al contributo espresso in ESN e ESL l’impresa potrà
richiedere il contributo "de minimis" (cioè di importi
< 200 Milioni di lire); in questo caso il soggetto coprirebbe, se residente
nelle zone dell’obiettivo 1e 2, il 75% delle spese sostenute, mentre
il 50% nelle rimanenti zone.
VI. Procedure e tempi di erogazione
Le agevolazioni sono concesse nei limiti delle risorse disponibili e sulla
base di graduatorie regionali suddivise in tre macrosettori: Agricoltura,
Manifatturiero e assimilati, Commercio Turismo e Servizi.
L’iter della normativa prevede:
- presentazione delle domande al Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato,
secondo lo schema e gli allegati previsti dalla normativa;
- istruttoria finalizzata alla verifica dell’ammissibilità
ed alla valutazione tecnica-economica dei progetti;
- assegnazione dei punteggi in base dei criteri di priorità concernente
il grado di partecipazione femminile all’impresa, l’impatto
occupazionale, ecc.;
- formazione delle graduatorie regionali divise per macrosettori di attività
ed emanazione dei provvedimenti di concessione dei contributi fino ad esaurimento
fondi.
Ciascuna Regione ha la facoltà di integrare le risorse nazionali
con propri fondi.; in tal caso la Regione stessa provvede,anche attraverso
soggetti concessionari all’accoglimento e all’istruttoria delle
domande.