Giuseppe Galasso Sindaco di Avellino
Una città che cambia, che si trasforma per rispondere meglio alle esigenze dei cittadini. Una città al passo con i tempi, una città moderna, con nuovi punti di aggregazione, nuovi poli culturali, nuove strutture, nuovi spazi pensati per chi vuole vivere i luoghi storici e quelli di nuova realizzazione, ma in modo diverso.
Restituire la città ai cittadini: questo è quello che stiamo facendo, con tenacia e determinazione, affrontando ogni difficoltà e tenendo bene a mente quello che abbiamo individuato come il nostro traguardo. Vogliamo fare di Avellino una città nuova, più funzionale, che possa essere realmente un punto di riferimento per l’intera provincia. La città capoluogo, finalmente centro reale di un bacino che conta più di quattrocentomila abitanti.
Una scommessa non facile, costruita sulla base di un impegno comune, di un’unica volontà. Vissuta come una sfida, portata avanti con convinzione e caparbietà. Grazie ai numerosi strumenti di programmazione attivati – su tutti il Progetto Integrato Città di Avellino – e soprattutto allo sforzo progettuale profuso da questa Amministrazione e alla capacità di saper intercettare fondi e forme di finanziamento, siamo arrivati a creare una rete di progetti collegati tra loro che, insieme, rappresentano quell’unicum che mancava per disegnare un futuro concreto per il capoluogo e per la sua comunità. Un futuro che sia il frutto di una riflessione ponderata.
Dal giorno del nostro insediamento – avvenuto nel giugno 2004 – ci siamo visti finanziare dalla Comunità Europea ben 44 opere, per un totale di 100.043.934,00 euro (dalla somma sono escluse le opere finanziate prima del giugno 2004).
Tra i progetti spicca sicuramente quello della riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele. La strada principale della città cambierà volto, diventando quello che avrebbe dovuto essere sin dalla sua creazione: un luogo dove ognuno possa sentirsi a casa propria, in quello che è lo spazio più bello e più significativo della propria città, dove anche fare una passeggiata di domenica mattina può diventare un atteso momento di relax. Ecco perché ho personalmente spinto affinché quello del Corso Vittorio Emanuele potesse essere uno dei primi cantieri ad aprire i battenti. L’ho voluto fortemente perché è prima di tutto dal Corso che verrà fuori il nuovo volto della città. Ed è questa, quindi, quella che sento come la mia personale scommessa.
Questa Amministrazione, pur avendo agito secondo un corretto canone di continuità con il passato, si sta misurando, grazie anche al contributo indispensabile di tutti i cittadini che credono in un concreto cambiamento, con le tante difficoltà di attuazione degli interventi in questione e in numerosi casi ha dovuto utilizzare espedienti di ingegneria amministrativa per poter dare concretezza – fino ad ottenere i finanziamenti necessari – a progetti che erano solo intuizioni, linee sulla carta tutte da armonizzare e assemblare.
Non è stato semplice, ma oggi abbiamo la possibilità di disporre di fondi tali da ridisegnare il volto di Avellino. Senza mai dimenticare quello che è il vero grande obiettivo strategico: fare di Avellino una città di rilievo nazionale per gli standard qualitativi urbani, per i suoi edifici storici (Castello, Convento San Generoso, Villa Amendola, Casina del Principe, Chiesa del Carmine, Asilo Patria e Lavoro, Ex Gil), per le sue piazze e le sue strade (Piazza Libertà, Piazza Duomo, Piazza Castello, Piazza San Ciro, Piazzetta Perugini, Corso Vittorio Emanuele), e per i suoi parchi (Piazza Kennedy, Santo Spirito, Parco del Teatro “Gesualdo”).
La trasformazione, d’altronde, è sotto gli occhi di tutti: i cantieri aperti in città sono decine. La contemporaneità dei lavori è dovuta alla volontà di questa Amministrazione di non perdere la grossa opportunità rappresentata dal PICA. Certo, il rinnovamento porta sempre con sé una fetta di disagi da sopportare, una fase di difficoltà che va però superata nel nome di un cambiamento non solo possibile, ma necessario. Avellino, infatti, ha necessità di ricostruire la propria identità. Un processo lungo e difficile, che va non solo condiviso ma promosso dai cittadini stessi, che devono sentirsi realmente protagonisti, parte attiva nel processo di trasformazione.
Solo così si potrà essere realmente cittadini di Avellino.