La storia del Palazzo Municipale di Avellino inizia all’indomani
dell’Unità d’Italia, quando Avellino, entrava a
far parte del nuovo Stato Unitario , assume sempre più connotati
di un centro di un certo rilievo. Da alcuni decenni l’espansione
urbanistica si sposta lungo il Corso principale della Città.
Specialmente sul Corso è rivolta l’attenzione delle famiglie
più in vista. Avere una casa al Corso è simbolo di prestigio
sociale. Tra queste figura la famiglia De Peruta che, negli anni 60’,
del secolo scorso eleva il suo palazzo nella zona centralissima di
Avellino. Mentre il palazzo è in avanzata fase di costruzione
l’Amministrazione provinciale è alle prese con la ricerca
di una sede per il Comando dei Carabinieri. Mentre si cerca il luogo
adatto, il Sig. Nicola De Peruta offre in vendita all’amministrazione
provinciale il nuovo palazzo non ancora completato. In Consiglio Provinciale
l’11 ottobre 1875 sortisce la proposta di autorizzare la Depurazione
provinciale a comprare dal Sig. Nicola De Peruta il casamento. Con
la delibera assunta dal Consiglio Provinciale fu stabilito di consegnare
ai reali carabinieri il palazzo a far data dal 1° settembre 1876.
Successivamente, il Sindaco di Avellino avanza alla deputazione provinciale
la richiesta di autorizzazione a contrarre un debito per costruire
di pianta un palazzo comunale. Si affaccia così la possibilità
di uno scambio di proprietà tra il Comune e la Provincia. Lo
scambio proposto consiste nella cessione da parte della Provincia
di Palazzo De Peruta al Comune, mentre quest’ultimo, a sua volta,
cederebbe il vecchio Padiglione al Corso della Provincia. Finalmente,
nel 1884, l’accordo è raggiunto con gli scambi delle
proprietà e al Comune si assegnò il Palazzo De Peruta.
L’ampio palazzo accoglie il 1° settembre 1884 agevolmente
le strutture amministrative e burocratiche. Lo spazio a disposizione
consente nel 1889 di collocare al terzo piano, una biblioteca, che
nasce dalla donazione di Giuseppe Zigarelli. Nel 1930 questa biblioteca
fu aggregata alla Biblioteca Provinciale "G. e S. Capone".
Nel 1920, in occasione delle celebrazioni del centenario dei moti
del luglio 1820, nell’aula consiliare di Palazzo De Peruta fu
apposta una lapide il cui testo si deve a Valdimiro Testa. Il 23 novembre
1980 il rovinoso sisma non risparmiava il vecchio Palazzo di Via Mancini.
Completamente ristrutturato e modificato nell’interno, il Municipio,
aperto il 20 dicembre 1987, ha conservato la bella facciata ottocentesca
dalle linee sobrie ed eleganti, mentre l’ampia scalinata, così
cara alla nostra vita di provincia, è scomparsa. Frattanto,
in Piazza del Popolo, la ricostruzione del Centro Storico vede sorgere
il nuovo Palazzo degli Uffici che , nel maggio del 1994 raccoglie
i vari uffici comunali disseminati nella città. Vuoto per un
breve periodo, il 2 maggio 1995 Palazzo De Peruta ospita i nuovi uffici
uffici giudiziari dei Giudici di Pace.