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Chiesa del Carmine
E' il noto Pantheon dei Caracciolo di Avellino. L’edificazione del Monastero di S. Maria del Carmine, voluta dal principe Camillo Caracciolo, e continuata dal figlio Marino II, ha avuto dal pontefice Paolo V ben due bolle. Oltre che al Monastero le premure e le attenzioni del principe Camillo e di suo figlio Marino sono parimenti rivolte anche all’annessa chiesa di S.Maria del Carmine , nella quale furono deposte le tombe di sepoltura della famiglia Caracciolo. Di queste tombe non è, per la verità, rimasto molto. Secondo il Muscetta, nel 1854, queste furono rimosse e con esse scomparvero anche le lapidi ed i monumenti funerari che ornavano le sepolture della famiglia principesca. A rendere più imponente il Pantheon di famiglia si adopera anche Francesco Marino Caracciolo, il figlio di Marino II, che chiama in Avellino Cosimo Fanzago, al quale, tra gli altri lavori, furono commissionati anche quelli relativi al alcune sculture nella chiesa di S.Maria del Carmine , come il bassorilievo marmoreo dell’Altare Maggiore della stessa chiesa. Distrutto dal sisma del 29 novembre 1732, fu riedificato di pianta su progetto del canonico, nonché architetto avellinese, don Mario Antonio Del Gaudio. Una triste pagina di questi episodi riguarda l’occupazione francese del 1799. Alcuni autori di storia locale hanno riferito sugli eccidi commessi dai francesi e dai "sanfedisti" nei mesi di quel turbinoso anno. Passata la bufera, il Monastero del Carmine riprende la sua vita fatta di preghiere e meditazioni fino a quando nuovi avvenimenti vengono a turbare la sua quiete. Ad avvenuta unificazione d’Italia , con Regio Decreto 7 luglio 1866, avviene la soppressione delle Corporazioni religiose. Successivamente, nel 1910, il Convento delle Monache di Via Clausura viene ceduto al Comune di Avellino con la precipua destinazione ad opera di beneficenza e pubblica utilità. Nello stesso anno si consegna al Comune anche la chiesa annessa al Monastero, aperta al culto, unitamente ai mobili ed agli arredi sacri. Tra questi ultimi è compreso il quadro del soffitto raffigurante la Madonna del Carmine con altri Santi. La tela raffigura la " Corte del principe Caracciolo sovrastata dall’immagine della Madonna del Carmine" . La tela del Carmine, di eccezionale valore, si deve all’opera di Angelo Michele Ricciardi, allievo di Francesco Solimena, ed eseguita nell’anno 1747. Ma questo non sarà l’unico quadro del Ricciardi presente nella Chiesa del Carmine. Un altro si scorgeva nel soffitto ligneo. L’insolita tavola rappresenta la scena drammatica del terremoto del 29 novembre 1732, che tanto funestò l’Irpinia tutta. Il "Terremoto" fu eseguito dal Ricciardi il quale, per la scena , che si presenta non ha dovuto far ricorso alla fantasia e all’immaginazione. Nel 1924 il vecchio monastero in Via Triggio è trasformato in Orfanatrofio. Sopravvissuto a numerosi terremoti e altri sconvolgimenti calamitosi, il vecchio monastero non ha resistito all’ultimo sussulto della terra del 23 novembre 1980.


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