Il prospetto principale del palazzo è scandito da balconi
arricchiti da cornici e stucco di gusto neo-rinascimentale. L’ingresso
del palazzo, la cui costruzione risale alla seconda metà del
secolo XVIII, è collocato in via Duomo dove un grande e nobile
portale sottolinea l’importanza architettonica e storica del
fabbricato sito nelle immediate vicinanze dei punti più qualificati
della vecchia città: il Duomo, il Palazzo della Dogana, l’Obelisco
a Carlo II d’ Asburgo e la Torre dell’Orologio. L’immobile
si presenta con un corpo di fabbrica a tre livelli, un piano terra
e un sottotetto. Tutti i prospetti sono scanditi da balconi e stucchi
e da marcapiani in stucco. Il terzo livello è costituito da
un cornicione al di sopra del quale si sviluppa l’ultimo piano
realizzato in epoca successiva. Il palazzo apparteneva dal 1752 alla
famiglia Parecchia , come testimonia la scritta che si trova all’interno
del primo basso. Nel 1836 la famiglia Barecchia subiva il pignoramento
di tutti i suoi beni che furono venduti all’asta. Una parte
del fabbricato fu acquistata da Domenico Antonio Balestrieri che qualche
anno dopo lo acquistò per intero. Il fabbricato, più
volte rimaneggiato, fu restaurato ed ampliato nel 1751 e ulteriormente
trasformato nel 1809 su progetto dell’ingegnere Tango che vi
costruì una nuova scalinata d’accesso agli appartamenti
superiori e ne ridusse l’originario ingresso. Successivamente
nel 1815 il prospetto su piazza Centrale fu privato di un ricco stemma
in gesso e di stucchi che disegnavano finte finestre per rendere più
simmetrica la facciata. Nel 1885 Nicola Balestrieri conferì
alle facciate dell’immobile l’aspetto neo-rinascimentale
che ancora oggi conservano.